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Viadotto Rio Mannu - Analisi viscoelastica di ponti costruiti a sbalzo per conci successivi

Attività svolta dalla Onofrj Engeenering: Consulenza specialistica strutturale per l’analisi viscoelastica delle fasi costruttive e di precompressione.
Periodo: 1999
Cliente: Prof. M.P. Petrangeli

Il ponte sul Rio Mannu si pone al servizio della strada di collegamento tra i centri di Ittiri, Usini e Tissi con la S.S. 131 nella provincia di Sassari. L’opera progettata dall’ing. CESARONI è costituita da un ponte a trave continua di luci 81.75, 160, 81.75 realizzato con tecnica di costruzione a sbalzo per conci successivi gettati in opera a partire dalle pile.

La sezione trasversale del tipo “a cassone” monocellulare ha una larghezza di 13.10 m ed una altezza variabile da un minimo di 4.00m ad un massimo di circa 8.00 m in asse pila. Proprio a riguardo delle fasi costruttive la società di ingegneria Onofrj Engineering S.r.l., per conto del Prof. PETRANGELI, ha effettuato il calcolo delle predette fasi costruttive con il software ASEV, sviluppato interamente all’interno della società.

L’importanza dell’opera, la variabilità nel tempo delle caratteristiche reologiche dei materiali, della geometria e delle condizioni di vincolo imponevano uno studio appropriato che tenesse conto dell’evoluzione spazio-temporale della struttura e una corretta valutazione degli effetti prodotti dalla viscosità dei materiali sia sullo stato deformativo che su quello tensionale.
Si è pertanto fatto ricorso al programma agli elementi finiti ASEV con cui, nell’ambito del metodo degli spostamenti, è stato possibile seguire ciascuna fase costruttiva tenendo conto della variabilità delle leggi costitutive dei materiali e della storia della costruzione.
Particolare attenzione è stata rivolta alla scelta dei parametri di calcolo, ed in particolare alla legge di evoluzione temporale del modulo elastico del calcestruzzo.
Anche la cura degli impasti ha consentito di avere delle costanti resistenze del materiale all’atto della tesatura dei cavi.
Al termine della costruzione della seconda stampella il dislivello tra le due sezioni affacciate, al netto della pendenza, risultava superiore di soli 20 mm rispetto alle previsioni di progetto confermando la ottima approssimazione dell’analisi. E’ bastato quindi un modesto spostamento di masse ed una leggera correzione del tracciato dei cavi inferiori del concio di mezzeria, resa possibile dai 3.0 m della sua lunghezza, per recuperare la continuità geometrica del profilo.


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