• Slide 0
  • Slide 1
  • Slide 2
  • Slide 3
  • Slide 4
  • Slide 5

Viadotto Razzà 1 - Progetto di Viadotto in acciaio-cls con pali-pila

Attività svolta dalla Onofrj Engeenering: Progettazione esecutiva strutturale; Redazione di elaborati grafici e relazioni di calcolo.

Il progetto, commissionato dalla società Progineer dell’ing. Polifroni, si configura come perizia suppletiva e di variante della Pedemontana della Piana di Gioia Tauro. La società di ingegneria Onofrj Engineering ha curato il calcolo delle sottostrutture proponendo come variante la realizzazione di pali-pila in luogo delle tradizionali pile con pali, plinto e fusto.

Il viadotto di cui trattasi ha una lunghezza complessiva di 915 mt suddivisa in 16 campate di cui la prima e l’ultima da 37.50 mt mentre le 14 centrali da 60 mt.La sezione tipica è costituita da una coppia di travi metalliche avente altezza costante pari a 2550 mm e sezione ad “I” poste ad interasse pari 6.00 mt. Il piano viabile è sostenuto da una soletta in c.a. dello spessore pari a 25 cm poggiata sulle predette travi e su un elemento di spina centrale avente funzione di rompitratta. La sezione complessiva ha una larghezza pari a 11.00 mt di cui 9.50 mt carrabili e 1.50 mt (0.75 mt per parte) costituiti da cordoli su cui è installata la barriera di sicurezza bordo ponte. Gli appoggi, che trasferiscono le azioni dall’impalcato alle sottostrutture, sono del tipo in PTFE (Politetrafluoroetilene) e sono in numero di 2 per ciascuna sottostruttura.
Le pile sono costituite da una coppia di fusti a sezione circolare di diametro 2.00/2.20 mt posti ad interasse pari a 6.00 mt ed uniti in testa da un pulvino di sezione pari a 3.00x2.00 mt. I fusti che realizzano la pila sono pensati in continuità strutturale con i pali di fondazione senza interruzione a livello terreno. In altri termini lo stesso palo di fondazione, proseguendo in elevazione oltre il piano di campagna, realizza il fusto pila vero e proprio.
Lo schema di vincolo prevede una pila fissa (la n.8) posta al centro dell’impalcato (al fine di simmetrizzare le deformazioni longitudinali di natura termica) e le rimanenti pile e spalle mobili per le fasi di esercizio del ponte. Durante le azioni impulsive, tipicamente il sisma e la frenatura dei veicoli, le pile n.1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 9 vengono accoppiate alla n.8 mediante dispositivi a comportamento viscoso detti schock transmitters. Tali dispositivi si innescano soltanto per forze impulsive impedendo spostamenti assiali relativi fra i punti che collegano mentre non offrono alcuna resistenza nei confronti di azioni lente (termica).
Le pile di cui si è detto prima sono state differenziate a seconda della loro altezza e del ruolo statico svolto in fase sismica. In particolare le pile fisse e quelle accoppiate che sono anche le più alte del profilo hanno una sezione circolare da 2.20 mt piena per la parte palo e cava con foro interno del diametro 1.00 mt per la parte elevazione. Mentre quelle mobili (dalla 10 alla 15) che sono anche le più basse del profilo hanno fusto da 2.00 mt pieno sempre per la parte palo e cavo con medesimo foro da 1.00 mt per la parte elevazione.

La scelta di accoppiare le pile più alte del profilo è motivata dalla necessità di posizionare il periodo fondamentale della struttura su valori alti (> 2.00 sec) al fine di limitare il più possibile l’effetto dell’azione sismica conservando spostamenti compatibili con la funzionalità della struttura.


Questo sito utilizza cookies per il suo funzionamento. Maggiori informazioni